I MATERIALI E LE TECNICHE

Gli invasi destinati al contenimento di rifiuti prevedono un pacchetto di impermeabilizzazione composto da uno strato barriera di natura geologica (terreno argilloso), uno strato barriera sintetico, realizzato con geocompositi bentonitici e geomembrane in polietilene ad alta densità (HDPE), degli strati di protezione e drenaggio realizzabili con geotessili TNT e geocompositi drenanti (figura 1).

figura 1:
Impermeabilizzazione del fondo



Geocomposito bentonitico
In alcuni casi per aumentare il margine di sicurezza si usa stendere direttamente sulla barriera geologica (terreno argilloso), un manto in geocomposito bentonitico in grado di garantire una impermeabilizzazione equivalente a quella fornita da un ulteriore metro di argilla compattata.
Il geocomposito bentonitico (in ingl. “Geotexile Clay Liner - G.C.L.”) consiste in bentonite secca granulare incapsulata tra due geotessili trattenuti tra loro da una notevole agugliatura. In caso di idratazione la bentonite secca realizza un gel bentonitico di buona qualità: la struttura tessile impedisce la libera espansione del gel di bentonite. Queste caratteristiche conferiscono al geocomposito bentonitico una elevata capacità autosigillante per fori di piccole dimensioni.

Geomembrana in polietilene ad alta densità (HDPE o PEAD)
La geomembrana in HDPE è utilizzata per la realizzazione di barriere impermeabili laddove necessitano delle ottime caratteristiche di resistenza chimica a fluidi aggressivi.
Di diverso spessore a seconda degli utilizzi, viene fornita in rotoli di larghezza variabile generalmente compresa tra 6 e 8,5 metri. La sua posa in opera è rapida: le strisce svolte dal rotolo vengono posate in opera accostate tra loro con una sovrapposizione laterale di 15 - 20 cm e quindi vengono saldate con le seguenti tipologie di saldatura:
- a doppia pista con canaletta di prova
- ad estrusione con cordone sovrapposto (nel caso di riparazioni locali e rinforzi nei punti di incrocio di più saldature ed in particolari punti in cui non è possibile realizzare la saldatura a doppia pista).
Di seguito sono riportate le caratteristiche tecniche di riferimento di una geomembrana HDPE. Le geomembrane utilizzate da Rainbow soddisfano i requisiti previsti dalla normativa UNI 8898-6 - UNI EN 14492 e UNI EN 14493.
Rainbow utilizza con successo le geomembrane HDPE anche nella impermeabilizzazione di vasche in calcestruzzo di contenimento per serbatoi di liquidi inquinanti e/o pericolosi, fitodepuratori, vasche per il trattamento dei fanghi di perforazione.

Geotessile TNT di protezione
Per proteggere la geomembrana in HDPE nonostante la caratteristica di resistenza al punzonamento, da lacerazioni causate dal contatto diretto con oggetti a spigoli vivi (es. elementi litoidi o rottami metallici) contenuti nella massa dei rifiuti è efficace la posa in opera di un manto di geotessile tessuto non tessuto in fibre sintetiche in fiocco di polipropilene (o anche in poliestere), coesionate meccanicamente con agotrattamento.
Le caratteristiche del geotessile sono variabili a seconda delle esigenze delle singole situazioni; di seguito si riportano, a titolo esemplificativo, le caratteristiche tecniche di riferimento di una tipologia con massa aerica di 1200 g/m2.



Geocomposito drenante
Sul fondo dell’invaso destinato a contenere rifiuti si rende necessaria la presenza di uno strato drenante, solitamente in materiale granulare, di spessore adeguato a garantire oltre che una protezione fisica del sistema di impermeabilizzazione di fondo anche un livello drenante che permetta il deflusso e l’allontanamento dei liquidi inquinanti di percolazione.
Lo spessore del materiale granulare non è mai inferiore ai 0,5 m e questo, oltre ad essere oneroso assume un costo rilevante anche in termini di tempo di messa in opera e di perdita di volume utile allo stoccaggio dei rifiuti. Rainbow propone di ridurre drasticamente lo spessore necessario con la posa in opera di un geocomposito drenante.
Il geocomposito drenante è realizzato con l’accoppiamento meccanico a caldo di una georete (azione drenante e distribuzione dei carichi) in polietilene ad alta densità con due geotessili TNT (azione filtrante) in polipropilene.

Il contenimento di riserve idriche, qualunque sia la loro destinazione, è soggetto a necessità e prescrizioni tecniche meno articolate. In questi casi la scelta dei pacchetti di impermeabilizzazione da utilizzare potrà essere indirizzata verso sistemi meno complessi, con materiali di maggiore duttilità ed inferiore grammatura (maggiore facilità di posa), di diverso colore.
In questi casi Rainbow utilizza, a seconda delle necessità del singolo progetto, geomembrane in polietilene ad alta densità o geomembrane il polietilene rinforzato a bassa densità (LDPE o PEBD).




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