IL METODO

La tomografia geoelettrica, utilizza una configurazione di elettrodi definita “polo-polo”: una doppia coppia di elettrodi, formata ciascuna da un polo di corrente e da un polo di potenziale. Durante i rilevamenti, mentre una coppia rimane fissa quale punto di riferimento, l’altra si sposta su tutti i punti di misura.

Nella tomografia polo-polo, la resistività misurata ogni volta è attribuita ad un punto che è posto al centro tra il polo A ed il polo M, ad una profondità pari alla metà della distanza tra A e M.
Se il punto M viene spostato lungo una medesima direzione di una distanza X fissa, come risultato i valori di resistività apparente verranno rappresentati lungo una diagonale inclinata di 45° rispetto alla superficie. Se invece di una sola misura ne vengono effettuate molte, distanti tra loro X metri, si otterrà una rappresentazione bidimensionale della distribuzione delle resistività apparenti a forma di trapezio. Una pseudosezione di resistività fornisce una prima immagine della geometria dei terreni sepolti su una sezione perpendicolare al piano campagna.



Figura 2 - Pseudosezioni verticali dl sottosuolo.





Figura 3 - Mappa 3D della distribuzione delle resistività: il picco rappresenta un’anomalia.
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